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Noi siamo Borg. E usiamo Twitter.

sevenofnine

Le conversazioni su Twitter sono una sorta di ‘long seller’ della rete: in modo più o meno evidente se ne parla sempre. Nel post di questa settimana, riportiamo alcuni link sull’argomento che ci sono sembrati interessanti.

Quanto vale Twitter?

Search Engine Journal riferisce di una valutazione per Twitter di ben 250 milioni di dollari, che per un servizio che non ha ancora un modello redditività possono sembrare un’esagerazione. Ma, come dice lo stesso SEJ,

Twitter has not yet figured out a way to monetize itself (although many have figured ways to make money from Twitter), but the eyes and thoughts of the post college young professional generation have their price and value.

Twitscoop: tracciare le conversazioni in tempo reale

Tra i molti modi di accedere alla massa globale di twit, mi ha colpito Twitscoop , uno strumento che permette di osservare in tempo reale l’evolversi delle conversazioni per parola chiave. Nel momento in cui ho cominciato a scrivere questo post, ho visto ingrandirsi la parola chiave “earthquake”: una consultazione veloce dei twit associati mi permette di apprendere che è stata avvertita una scossa a Seattle. Poco dopo, la parola chiave dominante diventa “phish”, un gruppo di conversazioni sulla disponibilità di biglietti per la tournée del famoso gruppo musicale.

Tracciare pacchi, pacchetti e pacchettini

Tra i modi di sfruttare Twitter per scopi differenti da quello per cui è stato creato, desta interesse  TrackThis, un servizio che permette di tracciare spedizioni con i maggiori vettori (UPS, DHL, Fedex…) attraverso il “following” di un twitter account.

Very sci-fi. Yummm.

Infine, John Battelle, sul suo SearchBlog, azzarda una interpretazione di Twitter come “the next logical step to a Borg hivemind“:

What happens when Twitter shifts to real time? Could we handle it? Could it happen? A microconversation in our heads, on all the time? I’m not sure we could. It is, however, what the Borg is all about, no? The delta between individual and social closed to no more than a blink? Very sci fi. Hmmm.

Il post del venerdì

Ogni venerdì, pillole, segnalazioni e link colti fior da fiore dalla rete

Un twitter per le aziende – e con un business model

É il vincitore della prestigiosa segnalazione annuale di TechCrunch, e già questo ce lo fa guardare con un certo interesse.

Ha anche avuto 10.000 iscrizioni di singoli e 2.000 da aziende durante la sola giornata di lancio. Certo, ha goduto di ottima stampa e di rumours insistenti, essendo il prodotto di uno dei fondatori di Paypal, ma sono, in ogni caso, numeri di un certo rispetto.

Si tratta di Yammer, uno strumento di micro-blogging simile, se non identico, a Twitter, ma con alcune caratteristiche interessanti.
Vediamole:

In primo luogo, è pensato come uno strumento per le aziende.
L’accesso è riservato a utenze con domini email aziendali; i menu e le funzioni sono rinominati ed adattati alle necessità di un flusso di lavoro interdivisionale.

L’azienda è definita dagli utenti con uguale dominio email; le divisioni sono elastiche, nel senso che sono definite dalle azioni di follow degli utenti stessi. Naturalmente, l’uso della sintassi abituale di Twitter consente di comunicare da una divisione all’altra su singoli topic, creando gruppi temporanei di utenze senza intervenire sulla configurazione.

In pratica, mandando un messaggio @collega, lo includo nella mia divisione finchè resta aperto il thread con cui l’ho coinvolto. Comodo, no?

La possibilità di accedere con piena funzionalità anche da email, Istant Messengers e cellulari via SMS – con applicazioni specifiche per Blackberry e iPhone – completa le funzioni.

Purtroppo l’uso via cellulare è confinato per ora ai soli Stati Uniti, ma il gap dovrebbe essere superato rapidamente.

L’uso del tool si orienta a ridurre il rumore prodotto dall’uso improprio e sovrabbondante della email e alla sostituzione/integrazione degli altri strumenti di comunicazione quali Istant Messengers o, paradossalmente, lo stesso Twitter.
Nello stesso tempo, l’accesso ubiquo semplifica e riduce i costi delle comunicazioni tra colleghi in sedi diverse o in movimento

In più, Yammer sembra avere quel che manca a molti di questi servizi: un business model. L’applicazione è offerta free con le funzioni complete senza riguardo al numero di utenze, ma con privilegi amministrativi minimi.
L’accesso a privilegi amministrativi sostanziali ha un costo di 1 $ al mese per ogni utente registrato.

Banner Art

ovvero, quando vale la pena di vedere un banner:

Mix Your Own by Absolut

Notitiae volant

Uno studio del guru della teoria delle reti, Barabasi, ci viene spiegato a puntino da Cigolo.
Senza impelagarsi nei modelli matematici, la cosa da tenere bene presente è il diverso comportamento nel tempo degli accessi alle aree istituzionali di un portale rispetto alle aree di news.

I servizi e le aree istituzionali crescono lentamente e progressivamente, in progressione lineare, costituendo lo “zoccolo duro” degli accessi; le notizie, comprensibilmente, “volano via”, ma con una curva più morbida di quello che ci si aspetterebbe: la coda lunga, insomma, può attendere (ma non per troppo tempo).