cose della rete, cose della vita

ed ecco il post del venerdì, dove si parla di vite quotidiane, seconde vite, anelli mancanti e altre coserelle che hanno a che fare con la sottigliezza della membrana che divide i nostri corpi dalla rete

La seconda vita di Second Life?

Dopo la sbornia di hype per cui ogni presenza aziendale in Second Life era una notizia di per sè, la vulgata corrente vede SL come un arnese fuori moda – se non una “sòla”.
Chi ci sta “dentro”, invece, vede altre cose: per esempio,il ritorno di alcune aziende di primo piano con strumenti molto diversi rispetto al passato e più adatti ad un ambiente in cui molti degli strumenti di marketing abituali si rivelano spesso privi di significato.
A questo proposito, l’ottimo Giuseppe Granieri ci parla in un bel post di una “seconda vita” di Second Life, citando un post dello stesso titolo apparso su FastCompany .
Per dirla con Granieri,

“Il marketing del mondo reale è possibile in Second Life, ma solo se vuoi seguire le regole di Second Life
Ora, abbiamo sempre utilizzato i nuovi strumenti cercando di adattarli ai metodi e alle soluzioni che usavamo con i vecchi. Lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo anche con Second Life e i mondi metaforici. Io, personalmente, sono convinto che questa fase sia solo e soprattutto un grande spazio per le nuove idee. E che, chi ha voglia di comprendere la grammatica dei nuovi ambienti con l’umiltà necessaria per non volerli adattare a precdenti consuetudini, abbia davanti uno spazio di sperimentazione ampio e stimolante. :)”

L’anello mancante

Con un intervento in due puntate (qui la prima e qui la seconda), ReadWriteWeb ha attirato la nostra attenzione sull’uso del cellulare come lettore di codici a barre.
L’interesse dell’argomento sta nel punto di contatto tra rete e mondo reale che questo può costituire. Non a caso, l’apertura dell’articolo recita:

“One of the promises of the mobile web was the possibility of being able to integrate the internet with the real world.”

Il codice a barre, con le modalità e gli strumenti descritti nei due post possono costituire una prima ‘cerniera’ tra i due mondi potenzialmente ubiqua, usabile e, cosa che non guasta, pienamente sfruttabile dal punto di vista commerciale.

Lifestream your browsing

il fenomeno di avvicinamento delle pratiche di rete alla vita quotidiana, che in genere viene denominato “lifestreaming” si è sviluppato, negli ultimi anni, a partire dalle pratiche di blogging.
La possibilità di registrare in un diario pubblico e usabile ha reso per moltissimi la rete un luogo di espressione oltre che di reperimento informazioni e servizi.
In seguito, la nascita dei servizi di microblogging e status updating hanno portato questa tendenza sempre più vicina e aderente allo scorrere naturale della vita, ad esmpio annotando su twitter dal cellulare una piccola variazione di umore.
In questo panorama, le attività di browsing si erano mantenute fondamentalmente personali. É vero che esistono da tempo strumenti di condivisione dei bookmark, ma, giustappunto di tratta di bookmark, ovvero di pagine che per qualche motivo si desidera ritrovare.
L’apparizione di sttumenti come SocialBrowse, rilasciato oggi dalla beta privata, promette di socializzare anche la normale attività di browsing, associando il bookmarking al microblogging, all’attività di commento e alla condivisione in tempo reale delle pagine su cui si sta navigando.

Chi si rivede:la blogosfera

Technorati sta pubblicando in questi giorni il suo documento annuale State of the Blogosphere 2008.
Anche se i dati non rivelano particolari novità, val la pena di darci un’occhiata.
I blog censiti sono 133 mlioni, con un ritmo di aggiornamento di circa 900.000 post al giorno. La tendenza è in calo: l’anno scorso i post erano un milione e mezzo al giorno.
Come ci si aspettava, la percentuale di ‘rumore’ è molto alta e i blog realmente influenti – qualli a Technorati attribuisce un valore di autorità superiore a 50, sono meno di centomila.
Sono buoni numeri, che riportano il blog a un fenomeno di persone: persone che giocano, si divertono, abbandonano e riprendono le loro attività di blogging. Anche se la novità sottolineata dal team di technorati è l’ingresso massiccio dei brand nella blogosfera

E l’ADV?

Sul fronte dell’ADV, MySpace, come già aveva fatto Facebook, ha messo a disposizione dei suoi utenti un tool di autogestione del proprio advertising, in questo caso completo di un tool he permette di creare banner. Potrebbe essere un altro elemento che conferma la tendenza alla suddivisione dell’adv in rete tra un ambiente di pochi grandi attori internazionali, con grandi budget e accesso ai siti ad alto volume di traffico, e un ambiente di completa autogestione, dalla creazione del banner all’ADV server, per i piccoli e medi attori, che si troverebbero nella possibilità di “saltare” gran parte delle intermediazioni.

Ma per parlare un po’ più a fondo di questo scenario aspetteremo un altro venerdì.

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