Qui allo IAB durante la giornata di ieri si sono rincorse, da un intervento all’altro. Per le parole tecniche – crossmedia, metriche, analytics – ci sentiamo in qualche prossimo post. Quelle che voglio appuntare qui su Mordennau sono parole non tecniche ma che sono risuonate spesso.
Cambiamento. E’ la parola chiave dell’intervento di Layla Pavone, ma torna in tutte le relazioni, nelle sue diverse accezioni, compresa quella di confusione, caos. A tratti sembra affacciarsi l’eco delle parole del Grande Timoniere: “Grande è la confusione sotto il cielo: la situazione è eccellente”
Obama. Nessuno manca l’appuntamento con la citazione del neo presidente degli USA, quasi tutti marcandolo come un successo di Internet – con la lodevole eccezione di Binaghi che ricorda l’entità mostruosa degli investimenti televisivi della campagna democratica.
Persona. La dicitura ‘utente’ sembra, deo gratias, sparire, a favore della bella parola persona. Prima persone era anche una delle espressioni più care al movimento altermondialista.
E comunque il primo verbo risuonato nella plenaria è stato il verbo amare ( I Love Internet).
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Too è il nome del blog di Sergey Brin, co-fondatore di Google, e ha avuto grande risonanza qualche tempo fa al momento del lancio, perchè nel post di apertura mister Brin ha annunciato di avere una predisposizione genetica al morbo di Parkinson, scoperta grazie al sito 23andme, fondato dalla moglie di Brin e finanziato da Google. Il sospetto che tutto ciò fosse una sorta di “spinta” pubblicitaria per questo sito che si occupa di genetica, chiunque inviando un campione di saliva può sapere tutto quello che riguarda il suo DNA, e che non ha avuto il successo planetario che i fondatori si aspettavano (ora il costo della “ricerca” è di 399 dollari, mentre prima era di circa un migliaio di dollari), più o meno, era legittimo. Ora sembra di fatto una certezza perchè andate sul blog non trovate altri post da quel fatidico 18 settembre 2008, quando la notizia di questo blog fece il giro del mondo. Quindi se siete famosi, ricchi e sapete che ogni vostra azione sarà ripresa dai media di tutto il mondo, ora sapete cosa occorre per organizzare una grande campagna pubblicitaria “for free”.
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Questo week end me ne sono andato adare un’occhiata a “Codice Internet“, un’interessante iniziativa promossa da Marco Montemagno e Marco Antonio Masieri co-fondatori di Blogosfere, un esempio italiano di nanopublishing L’iniziativa si propone di avvicinare Internet alle persone che normalmente non lo usano o che ne sono in qualche modo lontane, abbattendo i luoghi comuni che circondano questo “mondo”. Si è parlato di business, di blog, di cambiamenti e di società. Marco Montemagno è stato anche protagonista in qualità di One Man Show di novanta minuti di spettacolo incentrato su Internet, con filmati, numeri e curiosità che hanno divertito e informato il pubblico presente al Teatro dell’Arte, dove si è tenuta questa manifestazione, che dopo Milano toccherà numerosissime città Italiane. Tra le cose che ho scoperto The Hub, un progetto nato dalla mente di Peter Gabriel, che sfruttando le potenzialità del web2.0, si propone di mettere online filmati realizzati dagli utenti che testimoniano le violazioni dei diritti umani. Telefonini e videocamere sono ormai alla portata di tutti e possono trasformare ognuno di noi in testimone di quello che ci accade intorno, perchè a volte il mondo intorno a noi non è quello di Vodafone.
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