Mordennau

Post da Febbraio 2009

Curiosità ed altro dal web

21 Febbraio 2009 · Lascia un Commento

Volevo segnalarvi tre siti interessanti trovati navigando qua e là senza meta nel mare magnum del web. Cominciamo da Musicovery, un sito dove ognuno può creare la sua radio per ascoltare la sua musica preferita. Fin qui nulla che non si sia già visto. La novità sta tutta nella grafica che si costruisce attorno ai propri gusti musicali. Si parte scegliendo un “mood” tra quattro disponibili: Energetic, Dark, Positive e Calm. Poi si scelgono i generi preferiti e questo  quello che appare:

sito-radioPassando il mouse sulle varie nuvolette appare una sorta di scheda del brano che si può aggiungere ai preferiti o eliminare dalla scelta. In questo modo si costruisce un percorso musicale personalizzato e graficamente incredibile.

Altro sito che vorrei segnalarvi è un sito francese di video stile YouTube, ma a mio avviso molto “cool” e molto ben costruito: Wat.tv. Come su YouTube è possibile fare l’upload di filmati autoprodotti.wat

Per chi vuole mettere alla prova la propria creatività Zooppa è il sito che fa per lui, ed inoltre qui si possono anche guadagnare dei soldi. Il meccanismo è molto semplice: vengono proposte delle “gare” per produrre uno spot pubblicitario che, se accettato, verrà remunerato. Al momento si può partecipare per creare uno spot per “I love italian shoes”, il premio è di 4.000$zooppa

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La repubblica di Facebook

20 Febbraio 2009 · Lascia un Commento

Mentre la vostra icona delle notifiche segnalava innumerevoli messaggi e richieste di accesso da parte di applicazioni dedicate a San Valentino, le condizioni d’uso di facebook erano cambiate. In peggio: questo post di Consumerist ne dava conto in modo puntuale, sottolineando le iniziative di protesta degli utenti.

Iniziative che hanno avuto un peso notevole, tant’è vero che, nel giro di poche ore, le condizioni d’uso erano tornate alla versione precedente, accompagnate da un post di Mark Zuckerberg sul blog di Facebook che spiegava i motivi della modifica e dell’immediato passo indietro.

Nel post viene anche segnalata la nascita del gruppo Facebook Bill of Rights and Responsibilities , con lo scopo di raccogliere suggerimenti per le condizioni d’uso descritte come il “governing document” del servizio. L’espressione è ripresa direttamente dal post di Zuckerberg, che si spinge un po’ più a fondo nella metafora:

More than 175 million people use Facebook. If it were a country, it would be the sixth most populated country in the world. Our terms aren’t just a document that protect our rights; it’s the governing document for how the service is used by everyone across the world. Given its importance, we need to make sure the terms reflect the principles and values of the people using the service.

Le condizioni d’uso, in questa interpretazione,  divengono qualcosa di più di un Bill of Rights: una Carta Costituzionale da discutere e costruire con i “cittadini” utilizzatori. Del resto, in questo articolo di commento, segnalato nel wall del gruppo,  si fa diretto riferimento ai Padri Pellegrini.

In un bel post, Luca De Biase individua immediatamente la prima conseguenza di questa impostazione: il primo articolo di questa carta deve dire cosa è Facebook. Ma, sottolinea Luca,  Zuckerberg e gli utenti non sembrano propendere per la stessa definizione.

In un post di lunedì 16 febbraio, Zuckerberg scrive:

One of the questions about our new terms of use is whether Facebook can use this information forever. When a person shares something like a message with a friend, two copies of that information are created—one in the person’s sent messages box and the other in their friend’s inbox. Even if the person deactivates their account, their friend still has a copy of that message. We think this is the right way for Facebook to work, and it is consistent with how other services like email work. One of the reasons we updated our terms was to make this more clear.

Facebook sarebbe uno strumento di comunicazione tra persone simile alla email: una volta che ho spedito un messaggio, posso anche eliminare la mia casella di posta, ma il destinatario del mio messaggio ne avrà ancora la dsponibilità.

Gran parte degli utenti, però, non usano FB come una email: in ogni “wall” si dispiegano dinamiche comunicative a più livelli, più vicine a quelle di una piattaforma di pubblicazione; la recente aggiunta di funzioni di gradimento (Like) spinge ulteriormente in questa direzione.

In più, credo che ci sia un terzo aspetto di Facebook da tenere in considerazione. Gli scorsi anni hanno visto nascere ed affermarsi in rete i grandi repository dei contenuti: YouTube per i filmati, Flickr per le immagini, Delicious per i link. Per uso e dimensioni, Facebook sembra assumere su di sè il ruolo di repository mondiale delle relazioni tra persone. L’apertura di Facebook Connect e l’uso che si comincia a farne, sia come applicazione per l’”area social” di siti (vedi TimesPeople per New York Times) che come sistema di autenticazione per i commenti permette di pensare, come dice Massimo,  che Facebook

punta o potrebbe (dovrebbe) puntare a gestire prima o poi tutta la parte sociale di tutti i siti del mondo, giornali compresi.

A complicare le cose, c’è il fatto che Facebook è una azienda, non una libera associazione. I possibili conflitti affondano in quanto di più caro possiamo avere, le nostre relazioni con altre persone. La discussione e lo sviluppo di questa strana e nuova relazione tra una azienda che può essere vista come uno stato e i diritti dei suoi utenti-cittadini potrebbe segnare davvero una trasformazione profonda di noi stessi, della rete e del nostro quotidiano abitarla.

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Un (vero) concerto per (veri) sordi

13 Febbraio 2009 · Lascia un Commento

il flyer del concerto per audiolesi di Toronto

il flyer del concerto per audiolesi di Toronto

Un solo link questo venerdì, e neanche in topic con i nostri soliti temi. Ma è qualcosa di davvero particolare…

Un concerto per sordi ed audiolesi. Quando ho letto il titolo del post di Boing Boing che mi ha indirizzato a questa notizia, per un attimo ho pensato a uno scherzo.

Invece, l’”emoti-chair” che permetterà agli spettatori di godersi la musica nonostante il proprio handicap è il frutto di una ricerca condotta in Canada dal Ryerson University’s Centre of Learning Technology and the Science of Music, Auditory Research and Technology (SMART).

L’iniziativa è descritta molto bene in questo post di GigBloggy, che mette a fuoco un primo punto, molto interessante:

Music becomes the medium and the vibration became the generated art form

Ma se in questa fase la musica genera la vibrazione come forma d’arte e comunicazione derivata, è probabile che in una seconda fase possa accadere il contrario, ovvero che da una vibrazione organizzata come forma d’arte primaria possa derivare una musica, che sarei davvero curioso di ascoltare.

Il secondo pensiero è che a volte resto ancora sorpreso  – e deliziato – delle meraviglie che la tecnologia può fare in rapporto alla vita delle persone. Un lampo di utopia di sapore quasi escatologico (“i sordi sentiranno, i ciechi vedranno…”) salutare in un panorama culturale che ha digerito e sterilizzato la distopia sino a farne un innocuo genere  soft pop (“non c’è più il futuro di una volta”).

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cose di domani

6 Febbraio 2009 · Lascia un Commento

Come ogni venerdì, ecco i link che che ci hanno maggiormente colpito durante questa settimana:

Facebook e OpenID

Facebook è entrato nella Fondazione OpenID, trasformando quella che è sembrata a molti una rivalità – tra il protocollo di autenticazione Open e il servizio Facebook Connect – in una possbile collaborazione.
Una nota critica di Jason Kincaid è apparsa su TechCrunch mentre ReadWriteWeb trova non una ma 5 ragioni per considerarla una buona notizia.

Il sorpasso

Secondo Google Trends Facebook ha superato per la prima volta MySpace anche negli Stati Uniti, dove, nonostanta le crescita poderosa dell’ultimo anno, MySpace restava saldamente in cima alla classifica dei Social Network più utilizzati, soprattutto grazie al largo uso da parte di adolescenti e giovani.
Se il sorpasso sia dato dal trasferimento di questi ultimi o all’esplosione della popolarità di facebook presso gli over 35 è ancora da vedere; peraltro per conclamare l’avvenuto sorpasso si attendono le valutazioni di altri strumenti di monitoraggio.

Una nuova ominazione

Alla TED Conference 2009 (  Technology, Entertainment, Design) ha destato particolare interesse (e, forse, qualche timore)  l’intervento di Juan Enriquez di Biotechonomy, centrato sull’imminenza di quella che definisce come una nuova ominazione, il passaggio da Homo Sapiens a Homo Evolutis.

La natura e l’unicità di questa nuova specie, secondo Enriquez, consiste nella capacità di prendere diretto e deliberato controllo dell’evoluzione delle specie, attraverso la confluenza di capacità di manipolazione del DNA, frontiere della medicina e sviluppo della robotica. Un interessante resoconto dell’intervento è reperibile presso Ars Technica .

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